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STORIA
La
Sardegna è una terra antica, una delle più antiche in
Europa, abitata dall’uomo dal Neolitico (circa il 6000
a. C.).
Sono
numerosi gli insediamenti dell’Età del Rame, datati il
2500 a.C. Gli uomini di questa cultura, chiamata
prenuragica, hanno lasciato delle trace misteriose della
loro presenza: le sepolture scavate nella roccia, le
cosiddette “domus de janas”, cioè “case delle streghe”,
tra le quale la grandiosa necropoli monumentale di
Montessu nel Sulcis.
L’Età del Bronzo è il periodo di fioritura della civiltà
nuragica, la quale sicuramente è la più affascinante e
straordinaria pagina della storia sarda. Intorno alla
metà del secondo millennio avanti Cristo sull’Isola
sbarcano i popoli arrivati dal levante. Dal incontro tra
due culture – quella suggestiva dell’oriente
mediterraneo e quella indigena prenuragica nasce una
civiltà unica dei navigatori splendidi e costruttori
geniali.
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Che cosa rende così famoso questo
“popolo del mare” – “shardana”, come veniva chiamato
dagli Egiziani? Semplice: il fatto di aver creato in
tutta l’Isola circa 7000 nuraghi – edifici a forma di
tronco di cono, costruiti in grossi blocchi di pietra
senza usare nessun materiale cementante. Massici,
imponenti nuraghi, che fanno parte del paesaggio sardo
ormai da 3 millenni e mezzo, venivano sempre
interpretati in modi mitici e fantastici. Tra i più
eccezionali e meglio conservati vengono nominati il
complesso nuragico
Su Nuraxi
a Barumini, dichiarato nel 1997 dall'UNESCO patrimonio
dell'umanità, una fortezza grandiosa il Nuraghe Santu
Antine vicino a Torralba, il “gigante rosso” Orrubiu di
Orroli, famoso grazie al un misterioso pozzo sacro
villaggio nuragico Santa Cristina e l’imponente Nuraghe
Losa a Abbasanta.
Intorno al 1000 a. C. le coste
sarde vengono frequentate sempre più spesso dai
Fenici
che, dal Libano, commerciavano in tutto il Mediterraneo
e avevano bisogno di un punto d’appoggio cosi
confortevole come la Sardegna. Diversi approdi fenici
diventano poi vere e proprie città grandi, come, per
esempio Caralis (futura
Cagliari),
Tharros, Nora, Torres, Olbia. Nel 509 a. C. però i Sardi
indigeni, essendo disturbati dall’espansione fenicia
sempre più profonda, attaccano le città costiere e i
fenici chiedono l’aiuto a Cartagine per difendersi.
Questi ultimi col tempo conquistano la maggior parte
dell’Isola. Per i futuri duecento settanta anni lo
splendore della civiltà punica viene in confronto con il
fascino della civiltà nuragica, sino al 238 a. C. quando
dopo la Prima Guerra Punica la Sardegna diventa una
provincia dell’Impero Romano acquistando la lingua e la
cultura latina.
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Dopo la caduta dell’Impero Romano
l’Isola, situata in una posizione così appetibile al
cuore del Mediterraneo, viene in continuazione esposta
alle visite indesiderate dei diversi conquistatori: i
Vandali dell’Africa occupano
Cagliari
e le altre città costiere, i Bizantini, con l’arrivo dei
quali viene diffusi in Sardegna il Cristianesimo, i
Berberi attaccano per secoli le coste sarde. Nel 1258
Cagliari diventa una colonia di Pisa. I pisani durante
abbastanza breve periodo di permanenza in città
edificano una imponente fortezza Castello, le torre di
sorveglianza e dei bastioni, che ancora oggi
rappresentano tantissimo interesse culturale e storico.
Nel 1324 Giacomo II d’Aragona conquista diversi
territori dell’Isola, tra i quali anche Cagliari. E per
quattro secoli in Sardegna si stabilisce il potere del
Regno di Spagna, grazie all’influenza di cui la cultura,
la lingua e le tradizioni degli isolani sono cos’i
diversi da quelli italiani! Un fatto molto curioso: in
città di Alghero ancora oggi si parla in lingua
catalana! Solo nel 1718 il regno di Sardegna viene
ceduto ai duchi di Savoia, principi di Piemonte e da
questo momento inizia, come si può dire, l’epoca
italiana dell’Isola. Nel 1861, dopo le guerre
d’Indipendenza per l’unita d’Italia condotte per 13 anni
il regno di Sardegna si trasforma in regno d’Italia e
nasce lo stato Italiano. |